Home - Opinioni e tendenze: interviste
Design on Fire
L'irriverenza è il diritto accessorio della gioventù, un rito di passaggio come ricerca di ogni nuova generazione, per liberarsi del passato cercando di spostare la società in avanti. Ma pochi giovani progettisti sono abbastanza coraggiosi da distruggere la loro cultura nello sforzo di migliorarla. Maarten Baas, il venticinquenne designer olandese formatosi alla Design Academy di Eindhoven e famoso per aver 'affumicato' noti pezzi di design (come il lampadario, il tavolo, e la poltrona prodotti per Moooi), ha creato approssimativamente cinquanta nuovi pezzi per una speciale esposizione che si è tenuta lo scorso maggio presso Moss, famosa vetrina per il design a New York. Il titolo della mostra è stato Where There's Smoke, per cui Baas, secondo il suo particolare stile, ha dato fuoco ad illustri pezzi di design vintage, moderno, e contemporaneo, dalla poltroncina Calvet di Gaudi (1902) alla sedia Favela dei F.lli Campana (2002). Con l'eccezione di una serie di 25 sedie Zig Zag di Rietveld (1934), tutti i pezzi prodotti sono unici. Considerato un radicale anche fra i colleghi, Baas ha fatto una specialità di questo suo bruciare mobili di illustri designer come fossero legna da ardere. Ai resti carbonizzati, ma ancora porosi, inietta poi una soluzione con una particolare resina, in modo da garantirgli una ancora maggiore sopravvivenza. Il linguaggio figurato di questo artista appare, sulle prime, violento ed aggressivo. Tuttavia, lo stesso Baas ha più volte spiegato tranquillamente le sue azioni come una pura esplorazione del significato della bellezza. "Perchè desideriamo avere tutti la stessa idea della bellezza?" ha chiesto. Per un olandese appassionato di disegn, l'atto più irreverente deve essere stato la trasformazione dell'arci nota sedia "rossa e blu" di Gerrit Rietveld, un masterpiece datato 1918, in un oggetto simile, ma semi-carbonizzato e nero come il carbone.
Ma a chi lo definisce irriverente, il giovane artista olandese risponde: "Non penso si tratti di un approccio irrispettoso; non desidero bruciare Rietveld. Provo solamente a renderlo ancora funzionale". Baas che, a suo dire, è sempre stato disturbato dalla nozione di 'simmetria uguale perfezione', riesce con la sua arte a dilatare il tempo come una dimensione che potrebbe essere allungata, aggiungendo il suo nome ad un lavoro generato, in tempi più remoti, da qualcun altro. Ma, per dirlo ancora con parole sue: "Un buono scultore sa già che cosa farà il suo scalpello". Se vi siete incuriositi, e volete vedere con i vostri occhi qualcuno dei lavori di questo originale artista, visitate l'esauriente, e 'personalizzatissimo', sito web!










